
Tecnologia e innovazione
L’IA decifra parte di un codice di 400 anni fa in 29 minuti
I ricercatori hanno dimostrato il funzionamento di uno strumento di IA capace di tradurre e decifrare un brano di 500 simboli tratto da un manoscritto vecchio di secoli in poco più di 29 minuti. Il sistema ha anche documentato il proprio procedimento e spiegato perché il risultato fosse plausibile, aiutando gli esperti a verificare che non avesse inventato un’interpretazione.
Il test ha utilizzato il cifrario Borg, un manoscritto di 408 pagine conservato dalla Biblioteca Vaticana, rimasto indecifrato per oltre 400 anni. Scritto con 34 simboli sconosciuti insieme ad alcune lettere latine, è stato infine decifrato con l’aiuto dell’apprendimento automatico. Le sue pagine contengono migliaia di rimedi storici, compresi trattamenti suggeriti a base di vino rosso e noce moscata fermentata.
Il più recente strumento, simile a un chatbot, combina algoritmi di decifrazione, modelli linguistici addestrati su testi storici e tecniche di riconoscimento delle immagini. I suoi sviluppatori stanno lavorando a un sistema in grado di leggere fotografie di documenti manoscritti e decifrarli in un solo passaggio. Lo strumento ha inoltre risolto rapidamente brani di altri due cifrari già decodificati, consentendo di valutarne le prestazioni rispetto a soluzioni note.
Restano alcune difficoltà. Inchiostro sbiadito, pagine danneggiate, simboli inventati e lingue sconosciute possono confondere i sistemi automatizzati, mentre il materiale adatto all’addestramento è scarso. Gli strumenti di trascrizione esistenti richiedono ancora correzioni umane e le competenze specialistiche restano centrali per convalidare i risultati. La tecnologia potrebbe comunque rendere concretamente possibile indagare una quantità molto maggiore di materiale cifrato conservato negli archivi di tutto il mondo.