
Salute e guarigione
La sanità pubblica brasiliana collega 60 posti letto di terapia intensiva a un centro di monitoraggio attivo 24 ore su 24
Il sistema sanitario pubblico brasiliano ha collegato 60 posti letto di terapia intensiva in sei città a un centro di monitoraggio remoto attivo 24 ore su 24, aggiungendo un ulteriore presidio clinico in grado di segnalare i primi segni di peggioramento. Operativa da fine luglio, la rete collega ospedali di Manaus, Recife, Brasília, Belo Horizonte, Rio de Janeiro e Porto Alegre a un centro di comando presso l'ospedale universitario dell'Università di San Paolo.
Nel centro, i sanitari osservano indicatori come pressione arteriosa, livelli di ossigeno, frequenza cardiaca, elettrocardiogrammi, impostazioni dei ventilatori e farmaci somministrati attraverso pompe per infusione. Quando compare una variazione preoccupante, esaminano gli altri dati del paziente e contattano l'équipe che lo assiste sul posto per telefono o in videochiamata. Le decisioni terapeutiche restano ai professionisti che assistono il paziente localmente.
La piattaforma combina informazioni provenienti da dispositivi di produttori diversi, consentendo ai sanitari di valutare gli andamenti congiunti di monitor, ventilatori e pompe, anziché affidarsi soltanto ad allarmi separati. Lievi variazioni nelle curve della pressione arteriosa, per esempio, possono precedere uno shock circolatorio, mentre cambiamenti nella respirazione o nelle impostazioni del ventilatore possono indicare un rischio di lesione polmonare.
Man mano che la rete raccoglie informazioni standardizzate e anonimizzate, le sue équipe sperano di sviluppare strumenti di intelligenza artificiale capaci di individuare schemi significativi di segnali d'allarme e supportare i protocolli clinici. Il ministero della Salute prevede di estendere il sistema a 280 posti letto in 14 strutture, con l'obiettivo di raggiungere 1.000 posti letto nel 2027.