
Scienza e scoperte
Uno studio sul DNA offre indizi sul perché i cani grandi invecchiano più rapidamente
Gli scienziati hanno identificato cambiamenti nella regolazione del DNA che potrebbero contribuire a spiegare perché i cani di taglia grande tendono a invecchiare più rapidamente di quelli piccoli, offrendo ai ricercatori una direzione più chiara per studiare la longevità canina.
Un gruppo internazionale guidato da ricercatori dell’Arizona State University ha analizzato campioni di DNA di centinaia di cani del Dog Aging Project. Pubblicato su Science, lo studio ha esaminato marcatori chimici che contribuiscono a controllare l’attività dei geni senza modificare la sequenza del DNA sottostante.
Questi marcatori contribuiscono anche a tenere sotto controllo i «geni saltatori»: tratti di DNA che possono spostarsi o copiarsi in altre posizioni. Se i meccanismi di controllo si indeboliscono, alcuni possono attivarsi e potenzialmente causare cambiamenti dannosi.
Nelle razze giganti, i marcatori associati a una famiglia di geni saltatori chiamata LINE-1 scomparivano a un ritmo annuo circa il 35% più rapido rispetto alle razze piccole. Ciò offre una possibile spiegazione molecolare del noto legame tra maggiori dimensioni e minore durata della vita nei cani.
Il gruppo ha inoltre sviluppato un orologio dell’invecchiamento basato sul DNA che stimava l’età cronologica dei cani con un errore di circa un anno. Strumenti di questo tipo potrebbero aiutare i ricercatori a individuare gli animali che invecchiano più rapidamente del previsto, anche se non possono prevedere con precisione la durata della vita di un singolo animale domestico.
I risultati non stabiliscono se i cambiamenti del DNA contribuiscano a causare l’invecchiamento o ne siano una conseguenza, e lo studio non ha testato un trattamento per prolungare la vita dei cani. Individuano però un ambito promettente per ulteriori ricerche.