Scienza e scoperte

Le rughe nascoste rivelano una maggiore contrazione di Mercurio

Gli scienziati hanno formulato una stima più elevata della contrazione subita da Mercurio nel corso dei suoi 4,5 miliardi di anni di storia. Una nuova analisi suggerisce che il diametro del pianeta potrebbe essersi ridotto di circa 23 chilometri, molto più di quanto indicato dai precedenti studi della superficie.

Con il raffreddamento del suo interno, un tempo caldo, Mercurio si è contratto e la sua crosta si è deformata, creando lunghe creste, scarpate e fratture. I ricercatori hanno utilizzato i dati della sonda MESSENGER della NASA per mappare la rugosità della superficie e hanno individuato meno strutture visibili dovute alla contrazione nei terreni fortemente craterizzati rispetto alle regioni più lisce. Hanno concluso che i detriti degli impatti di asteroidi e comete hanno probabilmente sepolto molte delle rughe che testimoniano la contrazione del pianeta.

Tenendo conto di queste strutture nascoste, è stata ottenuta la stima più elevata. Se confermata, potrebbe modificare i modelli dell'interno di Mercurio. Una contrazione maggiore potrebbe indicare un nucleo metallico più grande, una minore presenza di elementi leggeri come il silicio al suo interno, oppure una temperatura più alta al momento della formazione del pianeta.

La stima resta da verificare. Uno scienziato indipendente ha osservato che una contrazione di questa entità dovrebbe presumibilmente produrre deformazioni più evidenti su tutto il pianeta. A novembre, la missione BepiColombo dovrebbe collocare due sonde orbitali nei pressi di Mercurio, fornendo le prime misurazioni globali complete della sua topografia e dati più precisi sulla composizione superficiale, sulla gravità e sulla struttura interna.

Fonti

  1. N-tvMehr als 20 Kilometer verloren: Merkur schrumpft stärker als gedacht
  2. CNN InternationalScientists are trying to figure out if Mercury is even smaller than expected

Note redazionali

Da dove proviene questa storia

Geophysical Research Letters study by Gaku Nishiyama and colleagues

Sia N-tv sia CNN International identificano esplicitamente lo studio pubblicato su Geophysical Research Letters come base della scoperta. CNN International riporta inoltre interviste via e-mail con Gaku Nishiyama, Hannes Bernhardt, Paul Byrne e Kelsey Crane; N-tv non nomina alcun intermediario giornalistico.