Tecnologia e innovazione

Celle solari ricaricano batterie a 10 metri sotto il mare

Pannelli solari progettati appositamente hanno ricaricato batterie a 10 metri sotto la superficie del Mar Cinese Meridionale, dimostrando che anche la debole luce subacquea può fornire elettricità utilizzabile.

Un gruppo guidato dall’Università dello Yunnan, in Cina, ha montato i pannelli su un piccolo robot subacqueo per condurre prove vicino all’isola di Weizhou. Durante un test di due ore a quella profondità, i moduli hanno raccolto 324 milliwattora di energia, sufficienti ad alimentare un LED da un watt per circa 20 minuti.

La chiave è stata progettare le celle in funzione della luce disponibile sotto le onde. L’acqua marina assorbe gran parte della componente rossa della luce solare, lasciando a questa profondità soprattutto luce blu-verde. I ricercatori hanno utilizzato un materiale cristallino chiamato perovskite, adattato per catturare le lunghezze d’onda rimanenti. Con un’illuminazione di laboratorio concepita per simulare le condizioni a 10 metri di profondità, piccole celle hanno convertito in elettricità quasi il 35% della luce disponibile. Questo dato misura l’efficienza con cui hanno utilizzato la luce, non un aumento della luce solare che le raggiungeva.

I risultati, pubblicati su Joule, indicano una possibile fonte di energia per sensori, telecamere e apparecchiature di comunicazione subacquei. Le prove in mare, però, sono state brevi e non dimostrano la capacità di funzionare per anni. Restano da accertare l’affidabilità a lungo termine in condizioni marine variabili e la capacità di offrire prestazioni utili a profondità maggiori.

Fonti

  1. The Times of IndiaScientists develop underwater solar cells that work 10 metres below the ocean surface and power robots
  2. ScienceAlertScientists Successfully Test Underwater Solar Cells 32 Feet Below The South China Sea
  3. Earth.comUnderwater solar panels could make remote parts of the ocean easier to monitor

Note redazionali

Da dove proviene questa storia

Joule study

Earth.com, ScienceAlert e The Times of India identificano esplicitamente Joule come rivista in cui è stata pubblicata la ricerca. Questi articoli non dichiarano fonti giornalistiche intermedie. Earth.com segnala separatamente interviste dirette con l’autore, quindi il riferimento comune allo studio non annulla il suo contributo giornalistico aggiuntivo.