
Scienza e scoperte
Uno studio riconduce ceramiche caratteristiche dell'età del bronzo a un'oasi dell'Arabia nordoccidentale
Le analisi di laboratorio hanno identificato l'oasi di Qurayyah, nell'Arabia nordoccidentale, come un centro di produzione di caratteristiche ceramiche dipinte risalenti a circa 3.200 anni fa. La scoperta rivede le precedenti ipotesi sull'origine dei recipienti e chiarisce il ruolo dell'oasi negli scambi regionali.
Le ceramiche, oggi denominate ceramiche dipinte di Qurayyah, presentano motivi geometrici neri e rossi, animali stilizzati e figure umane. Gli scavi hanno portato alla luce una fornace a due camere e migliaia di frammenti, compresi pezzi danneggiati durante la cottura. L'analisi di 40 frammenti ha individuato metodi di lavorazione ricorrenti, mentre le indagini microscopiche e sugli elementi in traccia hanno definito un profilo chimico delle ceramiche prodotte nell'oasi.
I ricercatori hanno poi confrontato quel profilo con reperti dall'aspetto simile rinvenuti altrove. Tre frammenti analizzati provenienti da Tell el-Kheleifeh, circa 130 chilometri a nordovest di Qurayyah, e due dal santuario di Hathor a Timna hanno mostrato una corrispondenza chimica con il materiale dell'oasi. Questo avvalora la conclusione che i recipienti prodotti a Qurayyah circolassero al di fuori del loro centro di produzione.
Il gruppo descrive queste ceramiche come dotate di un'identità simile a quella di un marchio, per il loro aspetto riconoscibile, i metodi di produzione mantenuti nel tempo e la diffusione in altri mercati. Il campione resta però limitato e non consente ancora di delineare una rotta commerciale completa né di dimostrare che gli antichi ceramisti intendessero deliberatamente creare un marchio. Sono in corso ulteriori analisi su scala regionale.