
Scienza e scoperte
Narvali dotati di sensori rivelano acque atlantiche calde fin nell’interno dei fiordi della Groenlandia
Sei narvali hanno aiutato gli scienziati a mappare remoti fiordi della Groenlandia orientale, raramente raggiunti dalle navi da ricerca, raccogliendo 2.060 profili di temperatura, salinità e profondità. Le loro misurazioni hanno documentato la presenza di acque atlantiche calde e salate che penetrano in bacini profondi per centinaia di chilometri verso l’interno, comprese le acque davanti ai ghiacciai.
Collaborando con i cacciatori locali, i ricercatori hanno applicato ai cetacei sensori che raccoglievano dati durante i loro spostamenti naturali. I narvali sono particolarmente utili per questo lavoro perché tornano ripetutamente nelle stesse aree e si immergono a oltre 1.500 metri di profondità, anche sotto il ghiaccio marino. I loro percorsi hanno fornito misurazioni verticali dettagliate lungo intere colonne d’acqua nel sistema di fiordi dello Scoresby Sound.
Il gruppo ha combinato queste osservazioni con oltre 2.200 profili storici del World Ocean Database. Il suo modello indica che lo strato di acqua intermedia atlantica si è ispessito, mentre quello sovrastante di acqua polare, più fredda e meno salata, si è assottigliato. I risultati suggeriscono inoltre che i fiordi meno profondi possano limitare l’arrivo di acqua calda ai ghiacciai, rendendoli potenzialmente più resistenti al riscaldamento degli oceani.
Le acque atlantiche calde possono accelerare lo scioglimento quando raggiungono i fronti dei ghiacciai, ma queste interazioni sono state difficili da rappresentare nei modelli climatici a causa della scarsità di misurazioni. I dati raccolti dai narvali non possono sostituire le serie di lungo periodo ottenute dalle navi, e le preferenze degli animali nelle immersioni possono influire sulla copertura, ma offrono ai ricercatori una preziosa nuova prospettiva sotto la superficie artica.