
Tecnologia e innovazione
Gli scienziati usano il lievito per costruire piccole cupole in condizioni marziane simulate
Un gruppo di ricercatori ha stampato in 3D piccole strutture a cupola usando particelle minerali, gelatina e lievito ingegnerizzato, in condizioni di freddo e bassa pressione concepite per riprodurre parte dell’ambiente marziano. I campioni di prova, alti 45 millimetri, hanno raggiunto una resistenza alla compressione di 10-12 megapascal, grossomodo paragonabile a quella di un calcestruzzo a bassa resistenza sulla Terra.
Il lievito ingegnerizzato produce proteine adesive ispirate ai mitili, che aiutano a legare le particelle minerali, mentre la gelatina tiene insieme la miscela e sostiene le cellule. Dopo che la miscela esce dalla stampante, l’acqua congela e passa direttamente allo stato di vapore. Rimane così una schiuma leggera e porosa che indurisce senza richiedere le temperature necessarie a fondere la roccia, previste da alcuni metodi di costruzione proposti.
In futuro, l’approccio potrebbe combinare minerali reperiti su Marte con la biologia e il clima del pianeta stesso, riducendo il fabbisogno energetico delle costruzioni. Se una quantità sufficiente di lievito rimane vitale, le strutture dismesse potrebbero anche essere scomposte, trattate in un bioreattore e riutilizzate per ottenere nuovo materiale.
Per ora si tratta di una dimostrazione di fattibilità, non di un sistema di costruzione. Gli esperimenti hanno riprodotto soltanto alcune condizioni marziane e i ricercatori devono ancora testare strutture molto più grandi, la durabilità nel lungo periodo, gli effetti dell’esposizione alle radiazioni e la capacità del lievito di sopravvivere nell’ambiente reale. Anche la gelatina e il lievito ingegnerizzato dovrebbero essere trasportati dalla Terra o prodotti localmente.