
Traguardi dell’umanità
Quattro volontari completano sulla Terra una simulazione marziana di 378 giorni
Quattro volontari partecipanti alla ricerca hanno completato 378 giorni di isolamento il 31 ottobre, uscendo da un habitat stampato in 3D al Johnson Space Center della NASA, a Houston. Il gruppo ha concluso la seconda missione CHAPEA dell'agenzia, una simulazione di lunga durata della vita e del lavoro su Marte.
All'interno dell'habitat di 158 metri quadrati, l'equipaggio ha coltivato piante, curato la manutenzione dello spazio abitativo, svolto esercizio fisico ed effettuato passeggiate marziane simulate, gestendo risorse limitate. I ricercatori hanno raccolto informazioni su attività che spaziavano dal lavoro scientifico e dalla manutenzione ai pasti e al sonno, cercando di capire come le persone si adattino a routine impegnative per oltre un anno.
Una sfida importante è stata la comunicazione. La simulazione prevedeva ritardi di 22 minuti, impedendo quel tipo di conversazione immediata con il controllo missione su cui possono contare gli astronauti più vicini alla Terra. Secondo la NASA, lavorare con questi ritardi richiede pazienza, un'attenta pianificazione e maggiore autonomia.
C'è stato spazio anche per i piaceri quotidiani. Il responsabile scientifico Matthew Montgomery ha raccontato che l'interesse comune per il cinema ha aiutato l'equipaggio a legare, mentre le diverse competenze dei partecipanti si sono rivelate preziose quando hanno dovuto fare affidamento gli uni sugli altri.
Per l'equipaggio sono previste due settimane di valutazioni e colloqui di debriefing dopo la missione. Il completamento della simulazione rappresenta un traguardo, non la prova che le persone siano pronte per Marte: il suo valore scientifico consiste nell'aiutare la NASA a capire come mantenere i futuri equipaggi in salute, produttivi e in contatto pur trovandosi lontano dalla Terra.