
Scienza e scoperte
Proteine ingegnerizzate offrono agli scienziati un nuovo controllo sul riciclo cellulare
Gli scienziati hanno ingegnerizzato versioni di una proteina capaci di aumentare o ridurre drasticamente l’attività di riciclo dei rifiuti cellulari, offrendo ai ricercatori un nuovo strumento per studiare il cancro e malattie come il Parkinson.
Il lavoro, pubblicato su Nature Communications, ha riunito ricercatori in India e negli Stati Uniti. Si concentra sull’autofagia, un processo in cui le cellule racchiudono il materiale indesiderato, lo degradano e ne riutilizzano i componenti per produrre energia o crescere.
Utilizzando simulazioni al computer, il gruppo ha scoperto che una proteina chiamata LC3 cambia forma quando entra in contatto con la superficie interna del compartimento che raccoglie i rifiuti cellulari. Gli esperimenti con versioni modificate della proteina hanno poi mostrato risultati nettamente diversi: una ha prodotto un’attività di riciclo molto elevata, mentre un’altra ha prodotto un’attività molto bassa.
Questo controllo è importante perché un maggiore riciclo non è sempre un vantaggio. L’autofagia può contribuire a frenare la crescita dei tumori eliminando il materiale danneggiato, ma può anche aiutare le cellule tumorali a sopravvivere e a resistere alle cure. Nelle malattie di Parkinson e Alzheimer, un riciclo compromesso può contribuire all’accumulo di aggregati proteici tossici all’interno delle cellule.
I risultati mettono a disposizione uno strumento di ricerca, non una nuova terapia. La ricercatrice Lipi Thukral sta ora lavorando con collaboratori in Germania e nel Regno Unito per testare l’approccio nelle cellule tumorali e nella malattia di Parkinson. Saranno necessarie ulteriori ricerche per stabilire se questa capacità di regolare il riciclo cellulare possa portare a terapie.